ANNA MARIA FRANZONI TORNA LIBERA IN ANTICIPO

“Sono innocente, vorrei farvelo capire… da una parte sono contenta, dall’altra vorrei dire alla gente che non sono stata io”. Queste sono le parole che ha rivolto Anna Maria Franzoni alle persone a lei vicine, poco dopo l’arrivo della notifica della fine della pena. 

ANNA MARIA FRANZONI LIBERA CON 3 MESI D’ANTICIPO.

Erano quasi le 8.30 del 30 gennaio 2002 quando Anna Maria Franzoni chiamò il 118 per far soccorrere il figlio, il quale stava letteralmente “vomitando sangue”. Alle 9.55 dello stesso giorno, il piccolo Samuele Lorenzi venne dichiarato morto. La causa del decesso venne attribuita a una serie di colpi sferrati alla testa del bambino con un’arma appuntita. Solo quaranta giorni dopo la morte di Samuele, la mamma Anna Maria Franzoni venne accusata di omicidio. 

Gli arresti.

Il 14 marzo del 2002 la donna venne arrestata per omicidio volontario con l’aggravante della parentela, ma il 30 marzo venne scarcerata per carenza di indizi. Il 19 luglio del 2004 la Franzoni fu condannata con rito abbreviato a 30 anni di carcere ma, il 27 aprile del 2007, la pena venne ridotta a 16 anni. Il 26 luglio del 2014 la donna venne scarcerata dopo soli 6 anni andando ai domiciliari.

La libertà.

Dal settembre del 2018 Annamaria Franzoni risulta una donna libera, riducendo ulteriormente la pena di 16 anni a soli 11. Ieri, il 7 febbraio del 2019, la notizia è diventata di pubblico dominio, facendo infuriare l’opinione pubblica. 

Il comportamento della donna all’interno del carcere è stato impeccabile, la scarcerazione anticipata è stata concessa per buona condotta. La pena risulta quindi espiata con ben tre mesi di anticipo, finiti quindi anche gli arresti domiciliari sull’appennino bolognese, durante i quali ha potuto lavorare in una coop sociale e passare del tempo coi figli (il più piccolo nato dopo la morte di Samuele). 

L’avvocato e il sindaco.

“La notizia ci lascia indifferenti” così commenta il sindaco di Cogne, paesino della Valle d’Aosta nella quale il delitto è stato compiuto. “La comunità si deve lasciare alle spalle questa vecchia storia” aggiunge il sindaco Allera. 

“Solo gli ergastoli non finiscono mai, le altre pene finiscono e anche per lei è finita” commenta l’avvocato della Franzoni Paola Savio. “L’appello che ho sempre rivolto e che rivolgo anche oggi è di dimenticarla”. 

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