IL CIMITERO EBRAICO DI FERRARA

Solitamente, chi si reca a Ferrara per visitare una delle più belle città d’Italia, si sofferma sui suoi monumenti simbolo, come per esempio il Castello Estense. Coloro che hanno interessi più particolari, come i necroturisti, sicuramente saranno attratti dalla magnifica certosa di Ferrara, più piccola dei grandi cimiteri monumentali italiani, ma ugualmente affascinante. In pochi sanno che poco più avanti, proprio in prossimità delle famose mura estensi, si trova uno dei luoghi più angoscianti dell’intera Emilia Romagna: Il cimitero ebraico di Ferrara.

STORIA DEL CIMITERO EBRAICO

Il cimitero ebraico di Ferrara (o Orto degli Ebrei) è il più antico di tutta l’Emilia-Romagna (insieme a quello di Finale Emilia) risalente al 1626.

Il cimitero è collocato proprio accanto la certosa di Ferrara e, al contrario di essa, presenta ricchissime aree verdi che a tratti paiono incolte.

Il magnifico portale d’ingresso del cimitero, dotato di un enorme cancello, fu realizzato nel 1911 dall’architetto ebreo Ciro Contini durante l’ultimo restauro del sepolcreto.

Nonostante ciò non è quasi mai concesso ai turisti attraversare l’enorme portale: per accedervi è necessario suonare il campanello e farsi aprire dal guardiano, che farà indossare ai turisti di sesso maschile una tipica Kippah.

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NEL CIMITERO…

Una volta entrati ci sembrerà di esser catapultati in un altro mondo. Il nostro animo da spensierati turisti cambierà in poco tempo, a testa china e pensierosa un enorme senso di tristezza e rispetto pervaderà tutto il nostro corpo.

L’atmosfera all’interno dell’orto degli ebrei è piuttosto pensante, nonostante ci troviamo in un luogo che non ha quasi nulla a che fare con la Shoah.

La “vecchiaia” di questo posto è percettibile, ci sembrerà di trovarci davanti a un uomo molto anziano con una grande storia da raccontare grazie allo stato di semi-abbandono del cimitero, contenente lapidi e tombe antichissime.

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L’area in cui sorge l’orto degli ebrei è adiacente le mura estensi.

LE VARIE ARIE DEL CIMITERO EBRAICO

Essendo molto vasta per agevolare la nostra visita al suo interno (ed evitare di perderci), è necessario dividere il cimitero in cinque sezioni:

  • l’area rettangolare (subito dopo il portale d’ingresso, contiene le tombe delle persone decedute tra gli inizi del ‘900 e oggi);
  • l’area dopo il viale alberato (conduce alla camera mortuaria e le tombe dedicate alle vittime delle deportazioni);
  • la radura erbosa (usata nel ‘700, vi sono rimaste poche lapidi a causa dell’inquisizione);
  • lato est (sepolture ottocentesche);
  • l’area triangolare della tomba di Giorgio Bassani (con un monumento realizzato in suo onore da Pomodoro).

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Il cimitero ebraico fu pesantemente saccheggiato durante l’era dell’inquisizione, alcuni dei suoi marmi oggi costituiscono molti dei più importanti monumenti cittadini, come la colonna che regge la statua di Borso d’Este.

Tra coloro che riposano all’interno del cimitero di via delle Vigne, possiamo trovare alcuni nomi noti come Giorgio Bassani, Renzo Ravenna e Paolo Ravenna.

La tomba più antica presente all’interno del cimitero, risale al 1549 nella quale è sepolto David Franco.

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DOVE: via delle Vigne 16, Ferrara.
TIPOLOGIA: cimitero ebraico.
ANNO DI APERTURA: 1626.
ORARI DI APERTURA: da domenica a venerdì dalle 9.00 alle 16.30.
COORDINATE: 44.843394, 11.630210
STATO DI CONSERVAZIONE: non in condizioni ottimali.
PUNTI D’INTERESSE: tomba di Giorgio Bassani con monumento realizzato da Pomodoro.

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