EX CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI FOSSOLI

A circa sei chilometri da Carpi, in località Fossoli, è ancora visibile l’ex Campo di concentramento e prigionia, costruito nel 1942 dal Regio Esercito.

Lo scopo era quello di imprigionare i nemici catturati nelle operazioni di guerra in Africa Settentrionale e rimasto in attività fino al 1947.

L’EX CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI FOSSOLI DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE

Nel 1943 le autorità naziste istituirono appositi campi di internamento o di transito lontani dai centri abitati.

In questi raccoglievano la popolazione ebraica prima di essere trasferita nei campi di concentramento o sterminio della Polonia.

Infatti, nel dicembre dello stesso anno, la Repubblica Sociale Italiana, trasformò il sito in Campo di concentramento per ebrei.

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Dal marzo del 1944 diventa Campo poliziesco e di transito (Polizei und Durchgangslager), utilizzato dalle SS come anticamera Fossoli raccoglie cittadini rastrellati, oppositori politici, uomini e donne da inviare ai lavori forzati nei territori del Terzo Reich.

PRIMO LEVI: DA FOSSOLI ALLA POLONIA

I circa 5.000 internati politici e razziali che passarono da Fossoli ebbero come destinazioni i campi di Auschwitz-Birkenau, Mauthausen, Dachau, Buchenwald, Flossenburg e Ravensbrück.

Dodici i convogli che si formarono con gli internati di Fossoli.

Sul primo convoglio diretto ad Auschwitz, il 22 febbraio, viaggiava anche Primo Levi, che rievoca la sua breve esperienza a Fossoli nelle prime pagine di “Se questo e un uomo” e nella poesia “Tramonto a Fossoli”.

PRIMO LEVI: BIOGRAFIA OPERE E VOCI CORRELATE

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Fossoli è stato il campo nazionale della deportazione razziale e politica dall’Italia.

Tra il 1945 e il 1947 è considerato il luogo di raccolta di indesiderabili, ovvero un centro di raccolta per profughi stranieri.

IL DOPOGUERRA

Dopo la fine della seconda guerra mondiale, le autorità locali hanno riadattato ed utilizzato il campo a scopo civile, mantenendo le strutture originali.

Dal 1947 al 1952 è occupato dalla comunità dei Piccoli Apostoli di Don Zeno Saltini, che a Fossoli da vita a Nomadelfia, una comunità di cattolici praticanti, che vivono adottando uno stile di vita ispirato alle parole degli Atti degli Apostoli.

Dal 1954, alla fine degli anni ’60, vi giungono i profughi giuliani e dalmati provenienti dall’Istria e vi fondano il Villaggio San Marco.

Il campo, di proprietà dello Stato, dopo il 1970 cade in uno stato di abbandono.

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Nel 1973 venne aperto a Carpi il Museo Monumento al Deportato, così il comune dovette acquistare l’area che,nel 1984, venne concessa “a titolo gratuito” grazie ad una legge speciale.

IL CAMPO OGGI

Attualmente il campo è affidato alla Fondazione Fossoli.

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I terremoti in Emilia Romagna, del 2012 hanno arrecato parecchi danni alle strutture delle baracche originali, causando la chiusura del campo per inagibilità, che riaprirà normalmente al pubblico nel novembre dello stesso anno, tornando ad essere visitabile dai circa 30.000 visitatori l’anno.

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Il 25 aprile 2017, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in persona visita il campo e tiene un discorso davanti la popolazione convenuta per l’evento.

Tutte le foto inserite in questo articolo sono di Sonia Ricchetti “Osso di Seppia”  TUTTE LE ALTRE FOTO

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Nadia Bonanno

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