LE BESTIE DI SATANA

Quello delle Bestie di Satana è un caso di cronaca nera che sconvolse l’Italia intera. I membri giovanissimi di una setta, uccidevano i propri coetanei sotto l’effetto di droghe motivando quei gesti strampalati con il sacrificio in onore del diavolo. 

Le Bestie di Satana furono una setta di ragazzi responsabili dei crimini più efferati d’Italia nel secondo dopoguerra.

Il gruppo era composto per lo più da ragazzi tossicodipendenti, amanti della musica metal e dediti al satanismo acido (un ramo del satanismo che si basa più su una vita di eccessi e sfoggio di simboli). 

I crimini efferati e la storia sconvolgente diedero vita a un violento dibattito pubblico, avendo il caso ottenuto una risonanza mondiale. 

Le Bestie di Satana

Inizialmente i componenti della setta si ritrovavano in gruppo per consumare alcool e droghe, manifestando la propria dedizione al satanismo semplicemente con lo sfoggio di croci rovesciate e altri simboli legati al maligno.

Successivamente grazie allo stato confusionale in cui si gettavano abusando di sostanze stupefacenti, i giovani cominciarono a compiere alcuni “rituali” i quali apparivano come delle estreme prove di coraggio.

Ogni rito avveniva sotto patto di sangue, al seguito del quale non era più possibile uscire dalla setta se non tramite la propria morte.

I primi disertori della Setta “Le Bestie di Satana”

Tra i membri della setta spiccava Chiara Marino, una giovane innamorata di un altro componente della banda, Paolo Leoni.

Chiara era l’unico componente di sesso femminile del gruppo, in quanto le altre ragazze, impaurite dalla piega che la setta stava prendendo, scapparono prima che la situazione degenerasse.

Un giorno Mario Maccione dichiarò agli altri membri che la Marino a parer suo era l’incarnazione della Madonna, così i ragazzi si accanirono contro di lei.

Chiara ebbe in seguito agli abusi del gruppo un trauma psicologico, quindi decise di ritirarsi e uscire dalla setta. Non accettando la decisione, gli altri membri decisero di ucciderla.

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Foto – Fonte: www.affaritaliani.it

Un altro traditore

Inizialmente tentarono di uccidere la ragazza con un cocktail di droghe, ma l’arrivo di una volante mandò il piano in fumo.

Intanto il sedicenne Fabio Tollis, più appassionato di musica metal che di satanismo (tanto da farsi beffa dei suoi compagni durante i rituali) decise di ritirarsi dalla setta. Gli altri componenti decisero quindi di far fuori anche lui.

Una sera, la banda spinse Tollis e la Marino ad appartarsi in macchina. Mentre i due facevano sesso, gli altri posero un petardo nel tubo di scappamento della vettura. L’auto prese fuoco lentamente e i due riuscirono a fuggire, incolpando per l’accaduto una cicca di sigaretta lasciata accesa.

La pianificazione dell’omicidio

I membri principali della setta, ovvero Sapone, Volpe e Maccione, non rinunciarono all’idea di punire i disertori con la morte.

Una sera di gennaio del 1998 attirarono i traditori in una foresta nella quale Volpe, Sapone, Guerrieri e Bontade avevano precedentemente scavato una buca.

La sera del delitto Guerrieri e Bontade non erano presenti: mentre Guerrieri era autorizzato (anche se dopo il duplice omicidio cadrà in depressione), Bontade doveva fare da palo ma non si presentò.

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Foto – Fonte: www.thedailycases.com

La morte dei giovani

La Marino venne immediatamente pugnalata da Sapone mentre Volpe e Maccione attaccarono Tollis.

Il ragazzo ricevette diverse coltellate e numerosi colpi alla testa con una mazzetta da muratore. Gli venne infilato in bocca un riccio di castagno e infine gli fu infissa una coltellata alla gola.

I corpi agonizzanti furono gettati nella buca e sepolti ancora vivi.

Dopo l’omicidio, la setta cominciò a minacciare Bontade, colpevole di non essersi presentato la sera del delitto.

Il ragazzo dopo una serata si andò a schiantare con la sua auto contro un muretto, preferendo uccidersi da solo che finire nelle mani dei suoi compagni.

L’ultimo omicidio della Setta “Le Bestie di Satana”

Le attività delle Bestie di Satana ultimarono nel 2004, quando Volpe ricevette da Sapone l’ordine di uccidere la sua ex ragazza Mariangela Pezzotta, in quanto sapeva troppe cose sulla scomparsa di Tollis e la Marino.

La ragazza accettò un invito a cena dall’ex fidanzato, dal quale doveva recuperare un cd musicale. In casa era presente anche Elisabetta Ballarin, nuova ragazza di Volpe, intenta a preparare della speed.

Volpe e la Pezzotta cominciarono a litigare furiosamente, così il ragazzo (sotto effetto di droghe) le sparò due volte in viso.

Mariangela non morì, a quel punto arrivò Sapone che finì la ragazza a colpi di badile.

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Foto – Fonte: www.corriere.it

Un piano QUASI perfetto

Sapone ordinò a Volpe e la Ballarin di far sparire l’auto e il corpo della Pezzotta.

Dopo aver sepolto il cadavere, Elisabetta si mise alla guida dell’auto, ma a causa dello stato alterato sbandò. Volpe cominciò ad urlare in cerca di aiuto e arrivò una volante.

I due vennero trasportati in centrale in quanto era chiaro che l’incidente fosse avvenuto a causa delle droghe assunte dai giovani.

In ospedale Elisabetta, sotto uno stato di semi-incoscienza, cominciò a farfugliare frasi sconnesse riguardanti la morte di una certa “Mariangela”.

La fine delle bestie di satana

I carabinieri cominciarono a indagare e il giorno dopo trovarono il corpo della Pezzotta sepolto a casa di Volpe.

Volpe confessò il delitto, incolpando Sapone di averlo costretto sotto minaccia.

Inizialmente la pista del satanismo non fu presa in considerazione, fino a che il padre di Tollis (che da anni stava indagando sulla scomparsa del figlio), non suggerì agli investigatori di interrogare il ragazzo anche per la scomparsa del sedicenne.

Volpe confessò l’omicidio di Tollis, Marino e Bontade.

Da lì la setta si ritrovò indagata anche per altri casi di omicidi e suicidi, senza però essere mai incriminati.

Le condanne

Il 15 maggio del 2007 le Bestie di Satana ottennero pesanti condanne: Nicola Sapone fu condannato a due ergastoli e un isolamento diurno di 18 mesi, Paolo Leoni all’ergastolo e l’isolamento diurno per 9 mesi, Elisabetta Ballarin a 23 anni di carcere, Eros Monterosso a 27 anni e 3 mesi, Marco Zampollo a 29 anni e 3 mesi, Andrea Volpe a 20 anni per aver collaborato e Mario Maccione a 16 anni in quanto minorenne all’epoca dei fatti.

Dopo sette anni dall’arresto, la Ballarin ottenne la semilibertà per motivi di studio in quanto all’epoca dei fatti non era a conoscenza delle attività della setta.

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Foto – Fonte: www.affaritaliani.it

L’opinione pubblica sconvolta

L’opinione pubblica rimase veramente scossa dal caso delle Bestie di Satana, tanto che si cominciò ad accusare la musica Metal di deviare i giovani influenzabili.

La band “Slayer” si ritrovò col dito puntato, in quanto le sue canzoni erano le preferite della setta, ma non solo.

La band si dovette difendere quindi dall’accusa di induzione al suicidio, in quanto un affiliato delle Bestie di Satana s’impiccò ad un albero “a causa della loro musica”.

Il dibattito pubblico si divise così in due fazioni: chi sosteneva che la musica metal fosse la colpevole di questi spiacevoli fatti, chi incolpava i drammi personali e il disagio giovanile.

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Redazione Web Magazine | The Minutes Fly

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